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Il cimitero monumentale di staglieno fu aperto al pubblico nel 1851 ed il pellegrinaggio lungo le grandi gallerie del monumentale, con l’intreccio delle memorie e il paesaggio romantico, ha sempre suscitato fascino in personalità dall’animo fine: Nietzsche, Mark Twain ed Evelyn Waugh sono alcuni dei personaggi storici, viaggiatori, artisti e filosofi che hanno lasciato traccia delle loro visite a Staglieno. 

L'incarico della progettazione era stato affidato nel 1835 all'architetto Carlo Barabino, artista neoclassico che ha realizzato, tra le varie cose, il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell'Accademia. 

Barabino non riuscì però a portare a termine l’incarico per l’improvvisa morte che lo colpì. L’opera andò quindi nelle mani di Giovanni Battista Resasco, suo collaboratore e allievo.

La scelta stilistica di Battista Resasco segnò la fortuna di Staglieno, ponendolo come modello nazionale ed internazionale di riferimento: combinazione del cimitero architettonico neoclassico, di tradizione mediterranea, caratterizzatosi nel tempo come "galleria" di monumenti, e quello di tipo naturalistico, che, dopo gli anni quaranta, divenne più specifico dell'area nordeuropea e anglosassone. La bellezza del cimitero nel contesto naturale in cui è inserito lo rendono quasi un unicum nel suo genere.

Tra i luoghi di maggior fascino vi è l'imponente Pantheon che domina in mezzo ad abeti e cipressi, divenuto negli anni simbolo iconico del cimitero.

Sono presenti anche l’area acattolica e il cimitero degli inglesi, a testimonianza della ricchezza e varietà presente a Staglieno.

Per conoscere approfonditamente la Storia del Monumentale di Staglieno e per osservare con cognizione di causa tutti i suoi tesori una visita guidata diviene fondamentale. Arte e Musei Italia propone, ormai da due anni, un tour guidato tra i più belli in Italia, se vuoi scoprire il Monumentale è un'occasione da non farsi scappare!